I nostri Ricercatori
Donata Santarsiero
Borsa di Studio 2025
La Sindrome Emolitico-Uremica atipica (SEUa) è una patologia rara che colpisce principalmente i reni, ma che può coinvolgere anche altri organi vitali, come il cuore e il sistema nervoso. La causa della malattia è una disfunzione del sistema del complemento, un complesso meccanismo di difesa dell’organismo che, se non adeguatamente regolato, può diventare dannoso invece che protettivo. Nella SEUa questa alterazione è spesso di origine genetica e provoca danni al rivestimento interno dei piccoli vasi sanguigni, chiamato endotelio. Il risultato è la formazione di trombi, in particolare a livello del glomerulo, l’unità filtrante del rene, con conseguente insufficienza renale. Negli anni scorsi, nel nostro laboratorio è stato sviluppato un test che permette di studiare in vitro ciò che accade nei piccoli vasi sanguigni dei pazienti affetti da SEUa. Cellule endoteliali derivate dalla microcircolazione del derma e coltivate in laboratorio, mostrano un’attivazione anomala del sistema del complemento dopo essere state esposte al siero dei pazienti. In particolare, tra questi test, quello che misura la formazione del C5b-9, prodotto finale della cascata di attivazione del complemento, si è dimostrato uno strumento molto utile per capire quanto la malattia sia attiva e per verificare l’efficacia delle terapie in corso, permettendo di seguire la risposta dei pazienti al trattamento e di adattare dosi e durata della terapia alle loro specifiche esigenze.
Grazie al sostegno della Fondazione A.R.M.R., nel corso dell’ultimo anno ho avuto l’opportunità di approfondire lo studio del ruolo del sistema del comple- mento nella SEUa. In particolare, abbiamo riprodotto i nostri test impiegando non solo le cellule endoteliali del derma, ma anche quelle derivate dal glomerulo renale, che costituisce il principale bersaglio della malattia. L’utilizzo delle cellule glomerulari esposte al siero dei pazienti affetti da SEUa ha permesso di confermare i risultati ottenuti con le cellule del derma. Inoltre, su entrambi i tipi di cellule endoteliali esposte al siero dei pazienti, si è osservata la formazione di numerosi trombi piastrinici. L’aggiunta al siero dei pazienti di un farmaco che inibisce la via alternativa del complemento, una delle tre vie di attivazione del sistema, corregge interamente sia l’alterata attivazione del complemento sia l’effetto pro-trombotico del siero sulle cellule.
Lo studio fornisce quindi solide evidenze che la via alternativa del complemento rappresenta il principale motore della disfunzione endoteliale che porta alla trombosi nella SEUa e conferma l’importanza di colpire in modo mirato il sistema del complemento per trattare la malattia. Inoltre, dimostra che sia le cellule endoteliali della microcircolazione del derma sia quelle del glomerulo costituiscono modelli attendibili per lo studio della SEUa, aprendo la strada a test funzionali sempre più affidabili ed adatti alla caratterizzazione dei pazienti ed alla valutazione di nuove strategie terapeutiche.
Donata Santarsiero